Digitale su misura

Uno strumento della cassetta degli attrezzi · Torna alla cassetta

Per chi manda avanti un’attività

I tuoi clienti ti trovano?

Dieci minuti, il tuo telefono, dodici controlli. Niente da compilare, niente da lasciare: quello che scopri resta sul tuo schermo e basta.

Qui non c’è un modulo. Non ti chiedo chi sei e non salvo quello che segni: quando chiudi la pagina, sparisce. Se alla fine vorrai una mano, lo decidi tu, e lo trovi in fondo.

Si comincia da dove la gente ti cerca davvero. E il sito, per una volta, non è il primo posto.

Comincia dal primo controllo

Prima di spendere un euro, guarda la tua attività come la vedono i clienti

Se fai bene il tuo mestiere e i clienti arrivano col passaparola, è probabile che tu non ti sia mai cercato su Google come farebbe uno che non ti conosce. Lo fanno in pochi, e intanto il concorrente compare prima, il sito che hai pagato anni fa sta fermo e la scheda con gli orari la guarda nessuno, forse nemmeno tu.

Il punto è che in rete nessuno ti giudica per quanto sei bravo. Ti giudica per quello che trova in trenta secondi dal telefono, e quello che trova lo decidi tu, senza spendere un euro e senza doverci capire niente di tecnico. Serve solo guardare nei posti giusti, nell’ordine giusto.

I posti sono tre e li ho messi nell’ordine in cui pesano oggi in Italia, che non è l’ordine di cui si parla di più. Prima la tua scheda Google e le recensioni, perché è lì che la gente ti cerca e ti verifica. Poi i risultati di Google quando uno cerca il tuo mestiere nella tua città. Per ultimi gli assistenti di intelligenza artificiale, che crescono in fretta ma oggi, da noi, pesano meno di quanto si dice, e te lo dimostro con i numeri quando ci arriviamo.

Per ogni controllo trovi quattro cose: cosa guardare, come si fa dal telefono, cosa vuol dire quello che vedi e come si sistema da soli. Accanto c’è un interruttore. Se è a posto lo metti su «Fatto», se no su «Da sistemare». In fondo alla pagina ti ritrovi la lista di quello che resta, in ordine, e da quella puoi partire anche stasera.

Il primo posto è la scheda Google. Comincia da lì anche se hai un sito, e tra poco capisci perché.

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La scheda Google: dove la gente ti cerca davvero, e dove quasi nessuno risponde

Un dato per cominciare, e poi si lavora. Su 875.000 schede Google di attività italiane, l’82% ha almeno una recensione. Bene. Ma solo il 17,4% delle recensioni ha ricevuto una risposta dal titolare. Vuol dire che quattro recensioni su cinque restano lì senza che nessuno dica grazie, o spieghi, o semplicemente faccia vedere che dietro la scheda c’è una persona. Rispondere è il gesto più semplice che quasi nessuno fa, e per questo si nota.
01

La scheda esiste?

Cosa guardareSe per Google la tua attività ha una scheda.

Come si faDal telefono, su Google, cerca il nome della tua attività e la tua città. Se compare un riquadro con orari, telefono e il pulsante delle indicazioni, la scheda c’è.

Cosa vuol direSe il riquadro non c’è, per Google non esisti come attività, esisti al massimo come pagina. Chi cerca «dentista» o «idraulico» nella tua zona vede la mappa con le schede degli altri, e tu in quella mappa non ci sei.

Come si sistemaSi apre gratis dal Profilo dell’attività su Google, con l’indirizzo e il telefono. Google ti manda una verifica che può richiedere qualche giorno. Fallo tu, con un tuo account, e capirai al controllo dopo perché lo dico.

Com’è messa?
02

La scheda è davvero tua?

Cosa guardareChi è il proprietario principale della scheda.

Come si faApri Google con l’account che usi per gestirla, cerca la tua attività, entra nel riquadro «La tua attività su Google», poi nelle impostazioni del profilo e in «Persone e accesso». Accanto a un indirizzo email c’è scritto «Proprietario principale».

Cosa vuol direSe quell’indirizzo è di un’altra persona, la scheda è sua, anche se sopra c’è il nome del tuo negozio. Comanda chi riceve quella posta. Se sparisce lui, o se litigate, tu resti fuori dalla tua stessa vetrina.

Come si sistemaSi chiede il trasferimento della proprietà principale al tuo indirizzo. Io l’ho fatto sulla mia scheda il 22 ottobre, da un mio indirizzo secondario a quello principale, e ci è voluta una settimana. Se chi l’ha aperta non risponde c’è una procedura di Google, più lunga. È il motivo per cui con i miei clienti scheda, sito e dominio sono a nome loro dal primo giorno.

Com’è messa?
03

Orari, telefono e categoria sono giusti oggi?

Cosa guardareChe le informazioni della scheda siano vere adesso, non quando l’hai aperta.

Come si faLeggi la scheda come la legge un cliente. Orari di oggi, telefono, indirizzo, e la categoria principale che Google mostra sotto il nome.

Cosa vuol direLa categoria principale decide per quali ricerche Google ti fa comparire. Se sei «studio tecnico» e la gente cerca «geometra», non ti mostra. Un orario sbagliato manda via chi era già davanti alla tua porta col telefono in mano.

Come si sistemaSi modificano dalla scheda, in pochi minuti. Le modifiche passano una revisione di Google e di solito escono in giornata.

Com’è messa?
04

Alle recensioni rispondi?

Cosa guardareQuante delle tue recensioni hanno una risposta tua.

Come si faApri le recensioni della scheda e scorrile. Sotto ognuna, se hai risposto, c’è la tua risposta.

Cosa vuol direTorna il numero di prima. Quattro recensioni su cinque in Italia restano senza risposta, e una risposta non la legge solo chi l’ha scritta, la leggono tutti quelli che passano dopo. Vedono se dietro c’è qualcuno, e come tratta le persone quando qualcosa è andato storto.

Come si sistemaSi risponde a tutte, anche a quelle buone, con due o tre righe vere. Grazie, un dettaglio che faccia capire che ti ricordi, un arrivederci. Alle negative con calma e con i fatti, senza discutere.

Com’è messa?
05

L’ultima foto è di quando?

Cosa guardareLa data dell’ultima foto che hai caricato tu.

Come si faNella scheda, apri le foto e guarda le tue, non quelle dei clienti. In alto c’è la data.

Cosa vuol direUna scheda con le foto di tre anni fa sembra un’attività di tre anni fa. La gente non lo pensa a parole, lo sente, e passa a quella dopo.

Come si sistemaUna foto vera ogni mese o due, fatta col telefono. Il bancone, un lavoro appena finito, la porta con la luce accesa la sera, la faccia di chi ci lavora. Le foto comprate si riconoscono al primo sguardo, lasciale stare.

Com’è messa?

Fatta la scheda, guarda cosa succede quando qualcuno ti cerca senza sapere come ti chiami.

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Chi ti conosce ti cerca per nome. Chi non ti conosce ti cerca per mestiere

Adesso stai guardando la tua attività con gli occhi di uno che non l’ha mai sentita nominare, ed è l’unico che può diventare un cliente nuovo. Quattro controlli, tre minuti.

06

Cerca il tuo nome

Cosa guardareSe col tuo nome compari per primo.

Come si faSu Google, dal telefono, scrivi il nome della tua attività così come lo dice la gente, non come sta sulla carta intestata.

Cosa vuol direQuesta è la ricerca di chi ti conosce già, e dovresti vincerla sempre. Se prima di te compare un omonimo, una pagina di un portale o un concorrente, chi ti cercava apposta può finire da un’altra parte.

Come si sistemaScheda a posto, sito che si chiama come te, e il tuo nome scritto allo stesso modo ovunque, dalla scheda al sito, e sui social allo stesso modo. Google premia chi è coerente.

Com’è messa?
07

Cerca il tuo mestiere e la tua città

Cosa guardareSe ci sei quando uno cerca quello che fai, dove lo fai.

Come si faScrivi il mestiere e la città, per esempio «commercialista Teramo» o «fisioterapista Pescara». Guarda due cose: se sei nel riquadro della mappa con le tre attività, e se sei nella prima pagina dei risultati.

Cosa vuol direQuesta è la ricerca che porta clienti nuovi, quella del punto 6 porta chi ti conosceva già. Il riquadro della mappa è il posto più guardato dello schermo, e chi lo vince lì si prende le chiamate.

Come si sistemaNel riquadro della mappa ci si arriva con la scheda completa, le recensioni con risposta e l’indirizzo giusto, cioè con il blocco di prima. Nella prima pagina ci si arriva con un sito che parla del tuo mestiere nella tua città in modo chiaro, pagina per pagina.

Com’è messa?
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Cerca «vicino a me»

Cosa guardareSe compari quando uno cerca il tuo mestiere e aggiunge «vicino a me».

Come si faDal telefono, con la posizione accesa, nella tua zona. Scrivi il mestiere seguito da «vicino a me».

Cosa vuol direIn Italia queste ricerche sono più di 7 milioni al mese, e le fa gente che vuole qualcuno adesso, a pochi minuti da dove sta. Google risponde con le schede, non con i siti. Chi ha la scheda a posto ci entra, gli altri non esistono per quella ricerca.

Come si sistemaStessa ricetta del punto 7, più l’indirizzo esatto nella scheda e l’area di servizio impostata, se lavori a domicilio.

Com’è messa?
09

Il tuo sito lo vede Google?

Cosa guardareSe le pagine del tuo sito sono nell’indice di Google.

Come si faNella barra di ricerca scrivi site: seguito dal tuo indirizzo, senza spazio, per esempio site:nomedellatuaattivita.it.

Cosa vuol direSe escono le tue pagine, Google le conosce. Se non esce niente, il sito è invisibile e tutto il resto non conta, per quanto sia bello. Succede più spesso di quanto pensi, e di solito nessuno se n’è accorto.

Come si sistemaSi registra il sito nella Search Console di Google, che è gratuita, e si manda la mappa del sito. Se dentro il sito c’è un blocco che tiene fuori i motori, a volte lasciato da chi l’ha costruito, va tolto. Se non sai dove mettere le mani, questo è uno dei casi in cui conviene farselo guardare.

Com’è messa?

Resta il terzo posto, quello di cui parlano tutti. Te lo racconto come stanno le cose, non come le raccontano.

Blocco 3 di 3 · circa 2 minuti

Gli assistenti crescono in fretta. In Italia la porta principale resta Google

I numeri prima delle opinioni. Ad agosto 2026 gli assistenti di intelligenza artificiale hanno avuto in Italia 18,9 milioni di visitatori, il 40% di chi sta in rete, e a gennaio 2025 erano circa 9 milioni. Una crescita così in diciannove mesi non l’ha fatta nessun altro strumento. Però il 76% degli italiani si fida ancora di più dei motori di ricerca, e solo il 14% parte dall’assistente quando cerca qualcosa. Nel 2025 un italiano su cinque aveva usato l’intelligenza artificiale almeno una volta, contro uno su tre nella media europea.

E c’è una cosa che devi sapere, perché in giro si legge il contrario. Nessuna ricerca italiana misura quanti chiedono a un assistente «un dentista a Pescara» o «un commercialista vicino a me». I numeri che circolano, il 45% o il 52% che cercano le attività con l’intelligenza artificiale, sono americani, e da noi non valgono: l’uso generale è la metà del loro. Quindi questo blocco va fatto, perché la direzione è chiara, ma senza l’ansia che ti vendono. Tre controlli, due minuti.

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Chiedigli cosa sa di te

Cosa guardareCosa racconta di te un assistente a chi glielo chiede.

Come si faApri ChatGPT o Gemini, quello che hai sul telefono, e scrivi «cosa sai di [nome della tua attività] a [città]?».

Cosa vuol direL’assistente non inventa, pesca da quello che trova in rete su di te, e quello che trova lo hai messo tu, o non lo hai messo. Se risponde con cose vecchie o sbagliate, è da lì che le ha prese.

Come si sistemaSi sistemano le fonti da cui pesca, cioè la scheda, le recensioni e il sito. Gli assistenti leggono quelle: metti a posto i primi due blocchi e migliora anche questo.

Com’è messa?
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Chiedigli chi consiglia

Cosa guardareSe ti nomina quando uno gli chiede un consiglio nel tuo mestiere, nella tua città.

Come si faAllo stesso assistente scrivi «quale [mestiere] mi consigli a [città]?» e leggi chi esce. Prova due o tre volte, le risposte cambiano.

Cosa vuol direSe non ci sei non è un castigo, vuol dire che su di te non trova abbastanza materiale chiaro da potersi fidare. Chi esce di solito ha scheda piena, recensioni con risposta e un sito che dice in modo semplice cosa fa e dove.

Come si sistemaCome al punto 10. Non esiste un trucco per farsi consigliare dagli assistenti, esiste l’ordine nelle cose che già dovresti avere a posto per Google.

Com’è messa?
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Il tuo sito lo possono leggere?

Cosa guardareSe i lettori automatici degli assistenti possono entrare nel tuo sito.

Come si faNel browser scrivi l’indirizzo del tuo sito seguito da /robots.txt, per esempio nomedellatuaattivita.it/robots.txt. Esce una pagina di testo. Se vedi righe con «Disallow» seguite da una barra da sola, o nomi come GPTBot, qualcuno sta tenendo fuori i lettori.

Cosa vuol direQuel file dice ai programmi che leggono i siti dove possono andare. A volte i lettori degli assistenti finiscono fuori senza che il titolare lo sappia, per una protezione accesa contro i robot cattivi, che però chiude la porta anche a quelli buoni.

Come si sistemaIl 20 agosto l’ho scoperto sul mio sito: una protezione del servizio di sicurezza, accesa per difendermi dai programmi che cercano password, murava anche gli assistenti. L’ho spenta, e da allora ogni mese guardo chi legge il sito e quante pagine. Se sul tuo trovi un blocco e non sai chi l’ha messo, chiedi a chi ti segue il sito di toglierlo; se non hai più nessuno che te lo segue, questo è uno dei casi del referto.

Com’è messa?

Adesso guarda quanti interruttori hai messo su «Da sistemare».

L’alternativa, se preferisci

Se non vuoi o non puoi farlo da solo, il referto lo faccio io

Fin qui hai guardato i tre posti dove la gente ti cerca. Se la lista è lunga, se ti manca il tempo, o se vuoi che lo faccia uno che poi ne risponde, c’è la Diagnosi Digitale. Lavoro soprattutto in Abruzzo, tra Pescara, Chieti e Teramo, e il referto lo preparo io, una attività per volta.

Funziona come la diagnosi energetica di un edificio, un lavoro che nel mio mondo tecnico si fa da sempre: si misura tutto e si mette nero su bianco. Qui l’edificio è la tua attività, e oltre ai tre posti di questa pagina guardo che comunicazione stai facendo e cosa ti manca, se e come stai già usando l’intelligenza artificiale, gli abbonamenti e gli strumenti che paghi senza usarli, la sicurezza e le regole da rispettare, il tempo che perdi ogni settimana in cose che si possono automatizzare, e i contributi a fondo perduto a cui la tua attività può accedere, se esistono.

Ne esce il referto, un documento scritto che ti dice cosa dovresti fare, cosa potrebbe costarti e quali opportunità hai per farti aiutare a pagarlo. Sono 270 euro di analisi professionale, fatta a mano. Per te è gratuita, perché preferisco dimostrarti quello che so fare prima di chiederti fiducia. Ed è il motivo del ritmo: ne faccio una a settimana, quattro al mese. Di più, fatte per bene, non ne escono. Se poi entro due mesi mi affidi un lavoro, i 270 euro te li sconto dal primo lavoro o dalla prima mensilità.

Il Patto «Referto e Basta»

Mi chiedi la diagnosi, io la preparo e ti consegno il referto via email: resta tuo per sempre, qualunque cosa tu decida. Da me non arriverà nessuna telefonata di sollecito e non troverai commerciali addosso: la parola passa a te, quando e se vorrai. Resterai nella mia lista, dove ogni tanto mando materiale utile per chi manda avanti un’attività; se non ti interessa, ti togli quando vuoi, con un click.

Richiesta di Diagnosi Digitale · modulo
Richiesta Diagnosi Digitale

I dati di questo modulo servono solo a preparare e consegnare la Diagnosi, e li riceve solo Davide. Informativa privacy

Come funziona, in quattro passi: 1) compili il modulo qui sopra; 2) analizzo la tua attività; 3) ti consegno il referto via email, entro 3 giorni; 4) decidi tu, con calma.

Le fonti

Da dove vengono questi numeri

Ogni numero di questa pagina ha una fonte e una data. Quando la fonte è un giornale che riprende uno studio, lo scrivo. Letture del 30 ottobre 2026.

Il numeroChi l’ha misuratoQuando
82% delle schede Google italiane con almeno una recensione, 17,4% delle recensioni con risposta, su 875.000 schede Local Strategy, studio 2026, ripreso da Tech4Trade 9 giugno 2026
Più di 7 milioni di ricerche «vicino a me» al mese in Italia Local Strategy, ripreso da Italia a Tavola 31 marzo 2025
18,9 milioni di visitatori degli assistenti, 40% della popolazione in rete; circa 9 milioni a gennaio 2025 Sensemakers su dati Comscore 26 ottobre 2026
76% si fida di più dei motori di ricerca, 14% parte dall’assistente YouGov Italia, «Ricerca online e IA nel 2026»; campione non dichiarato 7 settembre 2026
Un italiano su cinque ha usato l’intelligenza artificiale generativa nel 2025 (19,9%), uno su tre nella media europea (32,7%) Istat, «Cittadini e ICT 2025»; Eurostat 22 aprile 2026 e 16 dicembre 2025
45% e 52% di chi cerca attività locali con l’intelligenza artificiale: numeri americani, citati solo per dire che non valgono qui BrightLocal, 1.002 adulti USA; SOCi, oltre 1.000 consumatori USA febbraio 2026 e 2026

I due episodi della pagina sono miei: la proprietà della mia scheda Google trasferita il 22 ottobre 2026, e la protezione che murava gli assistenti sul mio sito, scoperta e spenta il 20 agosto 2026.